DSA, a Ferrara sempre più famiglie chiedono risposte

15 Ottobre 2026

Dalla valutazione al trattamento. La Cooperativa Piccolo Principe accompagna bambini, adulti, famiglie e scuole.

Domani, 8 ottobre, è la giornata Nazionale della Dislessia promossa dall’Associazione Italiana Dislessia. Un appuntamento importante per conoscere più da vicino dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, superare i luoghi comuni e dare voce alle persone che convivono ogni giorno con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. Il tema riguarda da vicino anche l’Emilia-Romagna e il territorio ferrarese. Nell’anno scolastico 2023/2024, in Emilia-Romagna sono state registrate 35.411 segnalazioni relative ai DSA, circa 10.000 in più rispetto al 2016/2017.

“L’aumento dei numeri non significa necessariamente che i DSA siano diventati più frequenti: indica soprattutto una maggiore attenzione da parte delle famiglie e della scuola e un accesso crescente alle valutazioni specialistiche. Resta però un dato sul quale riflettere: molte difficoltà vengono riconosciute soltanto nella scuola secondaria, dopo anni di fatica e risultati non proporzionati all’impegno. Diventano quindi fondamentali l’osservazione precoce e la collaborazione tra famiglia, scuola e professionisti” commentano le professioniste della Cooperativa Piccolo Principe (aderente al sistema Confcooperative Romagna-Estense), presente con le sedi di Ferrara, Rovigo, Renazzo e Codigoro.

Ne chiarisce gli aspetti principali la dottoressa Eleonora Conti, psicologa e psicoterapeuta, responsabile dell’Area clinica disturbi specifici.

Che cosa sono i DSA?
Sono disturbi specifici del neurosviluppo che riguardano lettura, scrittura e calcolo e si manifestano in presenza di un’intelligenza nella norma. Molti genitori ci raccontano di vedere i propri figli poco motivati, “pigri” o svogliati. In realtà, dietro questi comportamenti può esserci una difficoltà che il bambino non riesce ancora a esprimere. Prima di pensare che non si impegni abbastanza, è importante capire da dove nasce la sua fatica.

Perché oggi aumentano le richieste di valutazione?
A sedici anni dall’approvazione della legge che tutela gli studenti con DSA, famiglie e insegnanti sono più informati e preparati a riconoscere i primi segnali. Sempre più spesso scuole e famiglie ci chiedono di incontrarci per ragionare insieme su strumenti e strategie, creando continuità tra ciò che si fa a scuola e a casa. 

Anche un adulto può scoprire di avere un DSA?
Certamente. Sempre più adulti si rivolgono a noi per aggiornare una diagnosi ricevuta in passato o per una prima valutazione. Una diagnosi aggiornata può servire per accedere alle misure previste in ambito universitario e, nei casi stabiliti dalla normativa, per gli esami della patente o in alcuni contesti lavorativi. Ma comprendere il proprio funzionamento permette soprattutto di rileggere la propria storia senza attribuirsi colpe.

Qual è il rapporto tra DSA e autostima?
Quando un bambino si impegna tanto ma continua a ottenere risultati negativi, può cominciare a pensare di non essere capace: compaiono frustrazione, ansia, rifiuto della scuola, pensieri come “sbaglio sempre”. Per questo, nei gruppi sul metodo di studio, lavoriamo anche sull’autostima, aiutando i ragazzi a riconoscere le proprie risorse e potenzialità, sulla base delle quali comprendere meglio il proprio funzionamento e il proprio personale stile di apprendimento.

 

Seconda parte: la parola alle terapiste

Qual è il ruolo del logopedista nella valutazione dei DSA? (Dott.ssa Arianna Bortoluzzi, logopedista)

Il logopedista è una figura chiave nel percorso di valutazione dei disturbi specifici di apprendimento, quale membro dell’equipe multidisciplinare che si occupa della valutazione di lettura, scrittura, calcolo, comprensione del testo e dei prerequisiti che sottendono tali competenze, in particolare linguistici. Durante il processo di valutazione, il logopedista insieme allo psicologo non si limita a dire “se” è presente un problema, ma analizza come il bambino o ragazzo apprende, individuandone i punti di forza e le aree di fragilità per capire quali meccanismi neuropsicologici sottostanti (es. memoria di lavoro, attenzione visiva, elaborazione fonologica) sono compromessi.

Che cosa si può fare dopo la valutazione? (Dott.ssa Lucrezia Gaiba, logopedista)

Al termine del percorso di valutazione, l’equipe procede a stilare una relazione clinica che, rispettando tutti i criteri regionali, vale come certificazione ufficiale che permette allo studente di accedere alle tutele previste dalla Legge 170 del 2010. Nella relazione clinica, è nostra cura dettagliare gli strumenti compensativi e le misure dispensative che riteniamo essere più adatte alla luce dello specifico profilo di funzionamento ottenuto.

Oltre alle misure scolastiche, nel progetto di presa in carico vengono consigliati gli interventi abilitativi più idonei ed utili a potenziare le abilità carenti. L’obiettivo di questi trattamenti non è quello di eliminare la difficoltà (cosa peraltro impossibile da fare, giacché questi disturbi sono caratteristiche del funzionamento dell’individuo, non “malattie” che possono essere “curate”), bensì di ridurne l’impatto sulla vita scolastica, con ricadute positive anche sugli aspetti emotivi prima menzionati.

In che cosa consiste un trattamento riabilitativo? (Dott.ssa Ilaria Ridente, neuropsicomotricista)

Il trattamento riabilitativo nei DSA è un percorso personalizzato che si pone l’obiettivo di potenziare le abilità di lettura, scrittura e calcolo. È un percorso individualizzato in quanto tiene conto del profilo di funzionamento, dell’età, della scuola frequentata, delle caratteristiche individuali e del contesto.  Si tratta di attività strutturate, che sollecitano le abilità compromesse attraverso compiti gradualmente più complessi e che prevedono la condivisione con la famiglia e la scuola, cosa nella quale noi crediamo molto, come principio fondamentale per la buona riuscita del trattamento.

Si parla spesso di metodo si studio, perchè è così importante?/ Quali vantaggi offre il lavoro in piccolo gruppo?  

(Dott.ssa Francesca Costa, logopedista,esperta di strumenti compensativi DSA)

Un metodo di studio personalizzato è importante per trovare strategie efficaci e personalizzate per affrontare lo studio costruendo i propri strumenti compensativi sia individualmente che in gruppo. Un metodo adeguato aiuta a organizzare il lavoro, a gestire meglio il tempo e a rendere l’apprendimento più efficace, favorendo anche una maggiore autonomia.

Quali vantaggi offre il lavoro in piccolo gruppo?  (Dott.ssa Chiara Nino, psicologa, esperta di strumenti compensativi DSA)

Noi crediamo molto nel lavoro per il metodo di studio in piccolo gruppo perchè offre diversi vantaggi: favorisce lo sviluppo dell’autonomia, permette di condividere strategie e difficoltà con gli altri e aiuta a “normalizzare” eventuali difficoltà, facendo sentire lo studente meno solo. Inoltre, favorisce la creazione di legami, il confronto e il lavoro cooperativo. In questo modo ogni studente può contribuire secondo le proprie capacità, imparando dagli altri e sviluppando maggiore sicurezza e consapevolezza nel proprio metodo di studio.

 

> Settimana Nazionale della Dislessia, 5 all’11 ottobre 2026

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